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La polenta di ASCREA.
 
 
 
La polenta è formata da un impasto di acqua, farina di cereali (oggi la più comune in Europa è quella di granoturco, la polenta gialla) e sale, cotta in un paiolo (la tradizione vuole che sia di rame) per almeno un'ora. Esistono farine di granoturco precotte che permettono di ridurre il tempo di cottura a pochi minuti, si ottiene una polenta non dissimile né nell'aspetto né nel sapore da quella tradizionale. La farina da polenta è solitamente macinata a pietra ("bramata") più o meno finemente a seconda della tradizione della regione di produzione. In genere la polenta viene servita in tavola su di un asse circolare coperto da uno straccio e viene servita a seconda della sua consistenza, con un cucchiaio di legno o a fette tagliate con un coltello sempre in legno o con una corda. Il termine deriva dal latino puls, specie di polenta di farro (in latino far da cui deriva farina) che costituiva la base della dieta delle antiche popolazioni italiche. I greci usavano invece solitamente l'orzo. Ovviamente, prima dell'introduzione del mais (dopo la scoperta dell'America) la polenta veniva prodotta esclusivamente con vari altri cereali come, oltre ai già citati orzo e farro, segale, miglio, grano saraceno e anche frumento. Oggi le polente prodotte con tali cereali sono più rare, specie in Europa.

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