"Al di là del lago", ll FILM

Al di la del lago fiction

Mediaset
presenta una produzione
R.T.I. prodotta da Fidia Film

Regia Stefano Reali

Soggetto e Sceneggiatura
Roberta Colombo e
Stefano Reali

Fotografia Massimo Zeri

Scenografia
Osvaldo Desideri,
Eva Desideri

Fonico
Andrea Moser

Montaggio
Paolo Benassi

Costumi
Silvia Aymonino

Capo Truccatore
Gianni Graziano

Capo Parrucchiere
Mauro Tamagnini

Casting
Barbara Giordani e
Claudia Marotti

Musiche di
Stefano Reali

Prodotto da Lorraine de Selle du Real e
Micol Pallucca per Fidia Film (a.p.t.)

Organizzatore Generale Gian Paolo Varani

Produttori R.T.I. Dario Gorini e Gianluca Tino

Delegato alla Produzione R.T.I. Monica Tommasi

Interpreti
Kaspar Capparoni, Gioia Spaziani, Anna Safroncik, Giovanna Ralli, Roberto Farnesi,Brando Pacitto, Pino Ammendola, Cosimo Cinieri, Michele Gammino, Alberto Gimignani


Film TV da 100' - Canale 5 - Prima Serata

AL DI LÀ DEL LAGO
Un film, sull'amore, sull'amicizia, sulla ricerca delle proprie radici.
Luca (Kaspar Capparoni) nella sua vita sembra aver scelto la carriera. Vive in America, è un quotato professionista specializzato in veterinaria, ha una donna splendida, una vita eccellente...
Eppure, una notizia giunta dal passato lo riporta improvvisamente in Italia, in quel paese vicino al lago dove è nato.
Una valanga di sensazioni: il ricordo vivo di un amore lasciato dietro di sé, l'affetto per i luoghi, la morte misteriosa del suo migliore amico, il lago con la sua pace apparente e l'affetto per un bambino, che gli rammenta molte cose, rimaste ancora senza risposte.

AL DI LÀ DEL LAGO
NOTE DI REGIA
"Al di là del Lago" rappresenta per me un tentativo di conciliare due generi solo apparentemente antitetici tra di loro, e cioè il dramma avventuroso e la commedia. Dico "apparentemente", perché in realtà il pubblico televisivo sa da tempo che il genere  "puro" non è più molto frequentato dalla televisione generalista. Si assiste ormai sempre a delle commistioni di uno o più generi, nella speranza di gratificare un'audience che è sempre più smaliziata. 
Per quanto riguarda la commistione tra il genere drama e quello comedy, in particolare, gli anglosassoni hanno coniato già da tempo il termine dramedy: una struttura di dramma, ma con dei momenti di alleggerimento, non proprio da commedia pura, ma insomma qualcosa del genere. Nel nostro caso, il tipo di drama di questa particolare commistione è il mistery.  E dove c'è un mistery, c'è un'investigazione, chiunque la conduca, non necessariamente un poliziotto.
In questo caso, Kaspar Capparoni, nei panni di un rampante e iperattivo ricercatore veterinario, appena tornato dagli Stati Uniti, è costretto suo malgrado a condurre un'indagine sulla morte improvvisa del suo amico d'infanzia, e gradualmente si trova a riassaporare i climi salutari del paesello del centro Italia da dove era fuggito tanti anni prima. Climi talmente salutari che lo costringono a riconsiderare alcuni valori, che forse erano stati da lui abbandonati troppo frettolosamente. Valori che sembrano anacronistici, per i tempi stressanti che siamo abituati a subire nella vita di tutti i giorni, e che sembrano appartenere ad un'epoca lontana, come se il protagonista avesse affrontato un viaggio nel passato, con una macchina del tempo.
Ed è proprio il tempo, a mio parere, il dibattito tematico centrale di questo film tv, perché in effetti la storia cerca di rispondere ad una sola domanda: abbiamo la possibilità di ridare più Tempo a noi stessi? Il buonsenso, i ritmi di vita che conduciamo, sembrerebbero rispondere di no. Fin da bambini ci ritroviamo prigionieri di una serie di impegni ad incastro l'uno con l'altro, e stiamo ben attenti a riempire ogni possibile spiraglio tra un impegno e l'altro, forse per l'horror vacui  che ci scatenerebbe il non farlo. I latini sapevano che l'otium era importante quanto il negotium, il riposo serviva quanto e più del lavoro, per assicurare qualità e freschezza di energie all'agire umano. 
"Al di là del lago", vuole provare a raccontare un bisogno inconfessato, ma non per questo meno necessario: recuperare la legittimità di ridare tempo a noi stessi. Il tempo del riposo, della riflessione, e anche della rigenerazione. Ed è per questo che, anche nella messa in scena, questo film tv si stacca volutamente dai ritmi superadrenalinici di tanta televisione di oggi. E io sono particolarmente grato alla dirigenza di questa Rete, che mi ha incoraggiato a sperimentare un prototipo narrativo così in controtendenza, e che, per quanto ne so, ha ben pochi precedenti in Italia. Augurandomi naturalmente che il pubblico possa apprezzarlo anche per questi tempi più umani.
Stefano Reali

AL DI LÀ DEL LAGO
NOTE DI PRODUZIONE
I problemi con cui da qualche tempo ci troviamo a confrontarci - crisi dell'assetto economico, crisi energetica, crisi alimentare, scarsità d'acqua, riscaldamento globale - ci stanno portando a rimettere in questione i nostri valori ed il nostro stile di vita.
"Al di là del Lago" racconta le vicende di un uomo che, lasciato anni prima il borgo natio per fare carriera in una metropoli americana, torna a casa in seguito ad una dolorosa vicenda ed è costretto a relazionarsi con valori che aveva da tempo dimenticato. A riscoprire l'importanza della semplicità, dei rapporti umani ed affettivi. A rivalutare un mondo dove ci si saluta e, perché no, ci si da' anche una mano. Sfortunatamente quel borgo sta lentamente morendo... toccherà proprio a lui salvarlo.
Ci è sembrato il momento giusto per raccontare una storia dove si offre al pubblico il calore e l'atmosfera di un mondo rurale e fatato al tempo stesso, dove i personaggi ritrovano l'eroismo del quotidiano.
Lorraine de Selle du Real

 AL DI LA DEL LAGO


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DEL FILM (2009)

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